Un fattore tra altri che può scalzare o contaminare la cultura e la civiltà del nostro paese è il flusso spesso incontrollato di extracomunitari, soprattutto di religione musulmana. Il problema dell'integrazione reciproca è immane e non eludibile. Per stare a un caso inusuale e tuttavia eloquente: la parrocchia di Ponte Chiasso, che sta nella diocesi di Como, è abitata dal 10% di famiglie immigrati; nelle scuole materna ed elementare della medesima parrocchia, pero, la presenza di figli di extracomunitari raggiunge il 50%. E una statistica recente parla di 10.000 conversioni all'Islam in Italia provenienti dal cattolicesimo nel giro di pochissimi anni.
       Non si tratta di suscitare allarmismi ingiustificati né di interpretare la situazione che si va creando come una questione unicamente religiosa o di terrorismo. I musulmani non costituiscono un'entità omogenea: non hanno un unico magistero, non hanno un sacerdozio, non hanno un'unica guida pastorale. Nel fenomeno religioso globale si creano varie scuole e strategie diversificate di presenza nella società. Spesso - purtroppo - si impongono i filoni religiosi e politici più intolleranti. Tra questi anche i fondamentalisti più accaniti saranno forse costretti a fare i conti con la secolarizzazione e il neopaganesimo nord occidentale. E, però, almeno alla lunga, un qualche adattamento reciproco si imporrà. Tale confronto e compenetrazione sarebbe forse anche per il cristianesimo impresa ardua e felice, se cultura e civiltà del nostro paese vivessero una stagione florida. Mentre alla base del nostro pensare e del nostro vivere sta una flebile ricerca della verità, una certezza morale vacillante e un costume diffuso spesso vicino all'istintualità. È una sfida che va affrontata senza atteggiamenti di rivalsa ma anche senza cedere aprioristicamente, venendo meno alla fedeltà all'essere dell'uomo e all originalità del fatto cristiano. Con dignità, piuttosto, nell'affermazione e nella costante e crescente umanizzazione dell'uomo in tutte le sue componenti. Potrebbe essere arrivato il momento in cui la cultura e la civiltà del nostro paese vengano spazzate via in gran parte.

(dal "Discorso alla Città",
pronunciato ieri in Como dal vescovo nella Basilica di Sant'Abbondio)

Instagram
Powered by OrdaSoft!